G20 2021: il summit mondiale per combattere il cambiamento climatico.

 

Si è concluso la scorsa domenica il G20 tenuto a Roma. L’obiettivo di 1,5° è stato riconosciuto come scientificamente valido e la neutralità climatica è ora prevista per il 2050. Saranno necessarie azioni concrete per poter trovare la tanto agognata soluzione ai problemi derivati dal cambiamento climatico.

“Siamo orgogliosi di questi risultati ma siamo solo all’inizio: ci siamo impegnati a ulteriori stanziamenti e promesse di riduzione” ha dichiarato Mario Draghi.

Nella conferenza stampa al termine dell’evento di portata mondiale, il premier italiano ha sottolineato come non sia così semplice raggiungere un accordo. Il cambiamento climatico tocca ormai ogni singola parte del mondo ed è sotto gli occhi di tutti. Ecco perché i paesi del G20 si impegneranno a mantenere la promessa del contenimento del riscaldamento climatico entro 1,5° con soluzioni immediate e a medio termine. Per la prima volta tutti i partecipanti hanno riconosciuto la validità scientifica dell’obiettivo che era stato fissato a Parigi e si impegneranno a contenere le proprie emissioni.

Per quanto riguarda la neutralità delle emissioni di CO2 il termine stabilito è il 2050. Per il premier inglese Boris Johnson andare oltre questa data sarebbe un vero e proprio fallimento, mentre la Russia ha stabilito il proprio obiettivo entro il 2060.

Le decisioni da prendere sono molte e le azioni da compiere altrettante. “Si sarebbe preferito che tutti i paesi avessero confermato il 2050 ma, secondo me – ha commentato Draghi – gradualmente ci si arriverà”.

Verranno, inoltre, stanziati 100 miliardi di dollari all’anno in favore dei paesi più poveri per aiutarli a combattere il cambiamento climatico. L’Italia ha annunciato di contribuire con 1,4 miliardi di dollari l’anno per i prossimi 5 anni, mentre in totale, al momento, sono stati raccolti 82/83 miliardi. L’obiettivo non è quindi impossibile da raggiungere.

Ci sarà spazio anche per i finanziamenti pubblici internazionali destinati alle centrali a carbone che termineranno però entro la fine dell’anno. Un ruolo fondamentale nell’utilizzo di impianti alimentati a carbone è ricoperto senza dubbio dalla Cina: in questi impianti viene prodotto circa il 50% dell’acciaio mondiale. La transizione sarà per questo motivo molto importante, ma allo stesso tempo complicata.

Al termine del G20 Draghi ha sottolineato come sia proprio questo il momento di dimostrare la propria credibilità e di mantenere le promesse fatte per diminuire le emissioni che, dopo il Covid, sono aumentate esponenzialmente.

Fonte: infobuildenergia.it

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