Il seguente articolo è dedicato al confronto fra Tesla PowerWall 2 e LG Chem Resu Prime, due eccellenze del mercato nel settore degli accumuli.

Entrambe hanno in comune il fatto di essere state create appositamente per il settore automotive e poi portate sul mercato con capacità ridotta. Tesla PowerWall 2 gode di una capacità di 13,5 kWh, mentre per LG Resu Prime la capacità massima è di 16 kWh. Quest’ultima risulta essere quindi la batteria monoblocco con la più alta capacità oggi presente sul mercato.

Entrambi i prodotti sono molto conosciuti e molto diffusi, ma sono stati progettati per un mercato diverso. Tesla ha scelto di creare una batteria connessa in AC, quindi totalmente indipendente dall’inverter presente nell’impianto del cliente, con la sua app di gestione e con il suo caricabatterie integrato. È quindi in grado di funzionare in modalità totalmente autonoma e si propone a un’ampia platea di clienti, sia quelli con inverter di vecchia generazione, magari con impianti già esistenti, sia a quelli di nuova generazione.  

Al contrario, LG ha optato per una strada totalmente diversa: l’azienda ha deciso di creare una batteria (che risulta essere la più efficiente sul mercato) non solo in DC (o CC), ma addirittura a 400V. Quindi nella platea delle batterie che lavorano comunque in DC è tra quelle H (high voltage), ad alta tensione.

Questo perché la maggior parte degli inverter di ultima generazione funziona a una tensione che varia tra i 350V ai 500V. Più è alta la tensione della batteria, più si avvicina a quella dell’inverter e ciò evita che vi siano perdite di conversione.

LG ha stretto un accordo con pochissimi produttori, fra i quali in primis troviamo SolarEdge, per poter far funzionare la propria batteria con questi inverter.

Entrambe le batterie hanno una garanzia di 10 anni, tra le più lunghe del mercato.

Dunque LG Chem è la batteria giusta per gli inverter di ultima generazione che garantiscono una interfaccia diretta; mentre Tesla è consigliabile quando l’inverter pur non essendo di ultima generazione ha all’attivo pochi anni di funzionamento e non si vuole sostituirlo.  Tuttavia l’implementazione di una batteria di accumulo potrebbe essere l’occasione per sostituire il vecchio inverter con un SolarEdge con 12 anni di garanzia e dotato di ottimizzatori di potenza che garantiscono un notevole upgrade del campo fotovoltaico.

Sicuramente la scelta messa in atto da molti installatori di proporre SolarEdge in abbinamento alla batteria Tesla mi fa sorridere perché è palesemente dettata da questioni commerciali e non ha valutazioni tecniche di supporto.

In entrambi i casi, un sistema di accumulo ben dimensionato e progettato in abbinamento ad un impianto fotovoltaico altrettanto ben dimensionato e progettato, riesce a portare l’autoconsumo a oltre l’80%.

Di seguito una video guida dedicata al confronto tra le due batterie. 

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